
L’evoluzione tecnologica, in particolare l’affermarsi dell’implantologia e l’integrazione massiccia dei flussi di lavoro digitali, ha notevolmente semplificato il modus operandi nella realizzazione della riabilitazione totale. La curva d’apprendimento delle nuove metodologie è in costante crescita, offrendo efficienza e precisione precedentemente inimmaginabili.
Nonostante i progressi digitali, l’obiettivo di questa presentazione è sottolineare come gli innumerevoli studi clinici e scientifici svolti negli anni sulla protesi totale mantengano una centralità imprescindibile. I parametri fondamentali dell’occlusione e della relazione centrica articolare rappresentano ancora oggi i capisaldi biologici e funzionali da cui non è possibile prescindere per il successo a lungo termine delle riabilitazioni protesiche, siano esse analogiche, digitali o implanto-supportate. La tecnologia deve integrarsi con questi principi, non sostituirli. La sinergia tra l’efficienza del workflow digitale e la solida conoscenza dei parametri occlusali tradizionali definisce il protocollo ottimale per l’odontotecnico moderno, garantendo risultati estetici e soprattutto funzionali predicibili.
Concepire l’estetica per quella che è oggi, è la sfida più grande. Ciò che è il bello diventa soggettivo e a volte poco gratificante per chi deve eseguire una richiesta .Nella relazione verranno esplicati quelli che sono i nuovi paradigmi estetici e come ottenerli nel rispetto di ciò che ancora riusciamo a fare con la conoscenza e la capacità, e una richiesta esplicita da parte di studio e clienti.
Lo studio approfondito della morfologia dentale naturale è fondamentale per formare professionisti capaci di riconoscere e riprodurre fedelmente l’anatomia delle proprie ricostruzioni. L’educazione dei giovani odontotecnici deve combinare l’analisi delle forme anatomiche naturali con esercizi di realizzazione dettagliata, per sviluppare la percezione visiva, la manualità e la comprensione tridimensionale del progetto protesico. L’era digitale deve integrare obbligatoriamente l’istruzione tradizionale, potenziando l’attenzione, l’efficacia didattica e la preparazione professionale. Questa doppia conoscenza favorisce diagnosi, restauro anatomico e realizzazioni su basi morfologiche, gnatologiche ed estetiche .La conoscenza del passato e dell’anatomia naturale non entra in conflitto con l’innovazione, ma ne costituisce il fondamento: il futuro dell’odontotecnica nasce dalla sua memoria.
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